Andate e moltiplicatevi! 10 100 1000 server nascano
In questi giorni di repressione feroce, ideologica e senza alcuna base di realtà, ci avete spesso chiesto: “Come possiamo aiutarvi?”.
La prima risposta alla domanda è immediata: se volete aiutarci, create nuovi spazi in rete.
Di server liberi ce ne sono troppo pochi, che si tratti di mail, web hosting o qualunque altro servizio utile.
E non lo pensiamo da oggi, lo pensiamo dal marzo 2001, quando abbiamo fondato A/I - è da quei tempi, infatti, che invitiamo alla creazione di miriadi di server autogestiti e che citiamo la frase pseudo-biblica “Andate e moltiplicatevi, dissero le cavallette!”.
Ma se prima le nostre parole sembravano una profezia da cyberpunk paranoici, adesso si tratta di una priorità ineluttabile.
Andate e moltiplicatevi, dunque. Copiateci. Copiate quello che abbiamo fatto. Copiate il codice che abbiamo usato. Copiate l’idea a cui abbiamo cercato di dare forma. Oppure prendete i pezzi che vi piacciono e inventatevi un vostro remix. Se c’è qualcosa che può mettere in difficoltà i nostri avversari, oggi, ieri, sempre, è la nostra capacità di diffondere il virus dell’autogestione e dell’autodeterminazione, di moltiplicare in maniera frattale le infrastrutture del dissenso.
Autistici/Inventati non siamo solo noi. Autistici/Inventati muore ma altri mille ne sono già nati e altri mille ne devono nascere ancora.
Ma non basta: quella a cui assistiamo è una strategia coordinata di escalation repressiva che cerca di cambiare radicalmente le regole del gioco e il suo stesso terreno. Questo significa che il problema non riguarda solo un piccolo gruppo di persone, ma è un tema che va socializzato e assunto collettivamente nel senso più ampio del termine, dagli individui, passando per i progetti autogestiti fino ad arrivare alla società nel suo complesso.
In gioco ci sono la libertà d’espressione, informazione e associazione, l’esistenza di infrastrutture che resistano alle smanie di dominio degli autocrati (statunitensi o meno) e la volontà senza confini di sottrarre quelli che si considerano beni di tutti - come le infrastrutture di comunicazione - all’imperialismo di qualcuno.
Sono temi molto al di là di noi, riguardano tutti coloro che non vogliono vivere sentendosi merce da manipolare, ma che vogliono determinare autonomamente la propria vita e le proprie relazioni.
Per rispondere all’avanzata del tecno-fascismo è necessario un ampio schieramento comune, solidale e internazionale, per costruire argini che proteggano luoghi e infrastrutture autonome da qualsiasi volontà autoritaria.
Quindi, per tornare alle domande da cui siamo partite: grazie per aver raccontato quello che sta succedendo, per la solidarietà e per la capacità di molti di capire che quello che è successo a noi è un granello che potrebbe diventare valanga, nel male ma forse anche nel bene.
Sono cose che ci riempiono il cuore, ma adesso è il momento di fare un passo in più, di spingere la nostra immaginazione oltre il ristretto orizzonte imposto da questi tempi bui. La nostra speranza è che questo attacco alla libertà delle reti scateni una resistenza collettiva forte e creativa. Che mille piattaforme sboccino, che mille collettivi hacktivist si formino, che mille server nascano! Che la fine di A/I dia vita a una miriade di infrastrutture del dissenso mai immaginate prima.
Andate e moltiplicatevi, dissero le cavallette! E mentre vi moltiplicate, provate a immaginare un mondo di lotta, resistenza e autogestione come non lo avete visto mai.
COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI