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La rete non è terrorismo. Autistici.org era un'infrastruttura del dissenso

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[Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2026]

1. In breve

Il 26 agosto 2026 il Dipartimento del Tesoro statunitense, tramite OFAC - l’ente che gestisce e applica sanzioni economiche e finanziarie -, ha sanzionato Autistici/Inventati (A/I), collettivo italiano che dal 2001 fornisce infrastrutture digitali a movimenti e attivisti: email, hosting, mailing list, chat, videoconferenze e altri servizi digitali che tutelano la privacy delle utenti. Washington lo ha designato come Specially Designated Global Terrorist (SDGT), sostenendo che avrebbe fornito appoggio economico, materiale o tecnologico al terrorismo e a organizzazioni già soggette a sanzioni. A/I respinge le accuse e ribatte che la propria attività consiste nell’offrire strumenti per l’autodifesa digitale e infrastruttura per la libertà di comunicazione.

Il 28 agosto il dominio autistici.org è risultato irraggiungibile. Il collettivo ha ricondotto il problema al livello DNS e al registry del dominio .org, Public Interest Registry (PIR). Successivamente tale ipotesi è stata confermata. Questo aspetto tecnico è importante: il problema non è stato lo spegnimento di un server e a rendere il dominio irraggiungibile è stato un blocco della normale pubblicazione/risoluzione DNS. Tale decisione è stata presa dal PIR, che in teoria sarebbe un’organizzazione no profit creata dalla Internet Society per gestire il dominio .ORG e “agire nell’interesse pubblico” della Rete.

Quel giorno anche l’account Paypal di A/I, che veniva usato per raccogliere donazioni, è stato chiuso senza alcun preavviso. Pochi giorni dopo Banca Etica ha comunicato telefonicamente all’associazione la sua intenzione di sospendere temporaneamente il suo conto bancario, dove è conservato l’intero patrimonio di A/I, proveniente per intero dalle donazioni delle sue utenti. Venerdì 4 settembre questa decisione è stata posta in atto, impedendo così del tutto all’associazione di onorare i suoi impegni amministrativi, di pagare i suoi fornitori di servizi e di fornire a sua volta servizi alle sue utenti. L'8 settembre l’associazione ha depositato un ricorso in via d’urgenza contro Banca Popolare Etica per ottenere il ripristino immediato dell’operatività del conto corrente, in quanto nessuna norma dell’ordinamento italiano impone di congelare fondi sulla base di una designazione statunitense. Il tribunale ha fissato l’udienza per il 22 ottobre, nonostante la natura urgente del ricorso.

Quando A/I è stata inserita nella lista SDGT il collettivo ha deciso di esplorare tutte le soluzioni possibili per ricorrere contro le sanzioni e proseguire le sue attività. Dopo aver discusso con diversi avvocati è tuttavia risultato evidente che una battaglia del genere avrebbe messo in pericolo molte utenti, hacker e attiviste, che avrebbero rischiato manipolazioni e danni economici e legali, se non peggio. Così il 6 settembre il collettivo ha deciso di interrompere l’erogazione di tutti i suoi servizi e di sciogliersi. Da quel giorno A/I sta lavorando a rendere questa transizione il meno dolorosa possibile e ha pubblicato una guida su come fare un backup dei propri blog, siti web, caselle di posta e mailing list. La data prevista per la chiusura definitiva è il 18 settembre 2026.

2. Chi sono Autistici/Inventati

Autistici/Inventati nasce in Italia nel marzo 2001 dall’incontro di persone e collettivi attivi nella tecnologia, nella privacy, nei diritti digitali e nell’attivismo politico. Il collettivo offre infrastrutture gratuite e alternative alle grandi piattaforme commerciali. A/I si presenta come realtà antifascista, antirazzista, antisessista e antimilitarista, contraria al capitalismo e all’autoritarismo, e seleziona i progetti ospitati sulla base della compatibilità con questi principi.

L’infrastruttura è gestita attraverso un’associazione formalmente riconosciuta. Questo significa che A/I non opera come gruppo informale: la sua attività passa attraverso una forma associativa disciplinata dall’ordinamento, con responsabilità giuridiche, rapporti contrattuali e i relativi adempimenti e controlli.

Questo non significa che l’associazione non abbia mai avuto niente a che fare con la giustizia. Nel corso degli anni l’infrastruttura dell’associazione è stata oggetto di indagini e di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, anche a livello internazionale. Fra gli episodi che si sono verificati nella storia del collettivo ci sono attività di sorveglianza svolte tra il 2004 e 2005 sui server ospitati presso un fornitore commerciale nell’ambito di un’indagine della Procura di Bologna, nonché successive controversie relative a singoli contenuti o account. Nelle vicende giunte a definizione l’associazione e i suoi responsabili sono stati assolti oppure hanno comunque adempiuto agli obblighi di legge, e in una controversia relativa a un sito satirico il Tribunale di Milano si è pronunciato a tutela della satira. Tali procedimenti si sono svolti attraverso gli ordinari strumenti giudiziari e in nessun caso le autorità italiane hanno qualificato l’associazione come organizzazione terroristica.

L’iscrizione di A/I nella lista dell’OFAC sarebbe dovuta all’utilizzo dei servizi forniti dal collettivo a gruppi accusati di “terrorismo”. Tuttavia, Autistici/Inventati non ha mai ricevuto richieste di informazioni riguardo a tali utenti o ingiunzioni di rimozione di contenuti considerati illegali e non è mai stata informata di indagini o procedimenti giuridici relativi a tali attività. Se ciò fosse mai accaduto, l’associazione avrebbe osservato le norme vigenti e avrebbe eventualmente fatto ricorso con una procedura legale nel caso in cui avesse ritenuto tali ingiunzioni immotivate.

3. Che cosa hanno deciso gli Stati Uniti

Il 26 agosto l’OFAC ha inserito Autistici/Inventati nella lista “Specially Designated Nationals and Blocked Persons List” con la qualifica SDGT. La base giuridica è l’ordine esecutivo 13224, emanato nel 2001 e successivamente modificato, che consente di colpire chiunque fornisca, secondo l’amministrazione USA, appoggio materiale, economico o tecnologico ad attività terroristiche.

Bisogna qui notare che A/I non ha mai ricevuto una notifica formale in merito a tale decisione e che ha appreso tale notizia solo quando è circolata sui mezzi d’informazione.

La qualifica SDGT non va confusa con la categoria Foreign Terrorist Organization (FTO). Si tratta qui soprattutto di una designazione sanzionatoria: beni e interessi patrimoniali soggetti alla giurisdizione USA vengono sequestrati e alle persone con cittadinanza statunitense è generalmente proibito effettuare transazioni con il soggetto designato, salvo autorizzazione da parte dell’OFAC.

4. Di che cosa Washington accusa A/I

Secondo il Tesoro USA, A/I fornisce infrastruttura, strumenti e servizi digitali a “cellule Antifa violente” e ad altri estremisti di sinistra. Il comunicato cita hosting, email cifrate, chat e videoconferenze, streaming e l’infrastruttura associata a Noblogs. Washington sostiene inoltre che l’infrastruttura sarebbe stata resa disponibile a organizzazioni già soggette a sanzioni, citando espressamente il PKK.

La logica dell’accusa non è quindi semplicemente “A/I ha compiuto un attacco terroristico”. Il punto è il cosiddetto sostegno materiale: secondo Washington, l’infrastruttura tecnologica sarebbe un mezzo per fornire appoggio a soggetti o attività qualificati come terroristici.

La questione è quindi meno banale di quanto faccia pensare la formula “ha compiuto atti terroristici”: l’accusa ha a che fare col ruolo dell’infrastruttura e dei servizi forniti alle utenti. In quest’ottica, c’è da chiedersi in quale momento la fornitura di servizi tecnologici — email, hosting, chat, streaming o altri strumenti di comunicazione — sia da considerare appoggio materiale a un soggetto accusato di terrorismo.

L’OFAC sostiene inoltre che le sanzioni non colpiscono la mera espressione politica protetta, ma il sostegno a condotte che rientrano nella definizione di terrorismo contemplata dall’ordine esecutivo 13224.

5. La risposta del collettivo

A/I respinge categoricamente la qualificazione statunitense. Il collettivo si descrive come un gruppo composto da volontarie e attiviste digitali e rivendica la fornitura di strumenti di autodifesa digitale per attiviste, persone singole, gruppi e associazioni.

Pur contestando la decisione del governo USA, A/I ha concluso che restare in attività e lanciare un’azione legale contro le sanzioni del governo USA sarebbe troppo pericoloso per molte utenti e per molte persone, che sarebbero esposte a manipolazioni e a rischi di natura economica e giudiziaria.

Il punto è che il governo USA ha deciso di ricorrere a una procedura extragiudiziale che rende impossibile un appello basato su un giusto processo e che espone tanto coloro che forniscono servizi ad A/I quanto coloro che usano i servizi forniti da A/I in territorio statunitense al rischio di essere classificati come terroristi. Per questo il 6 settembre il collettivo ha deciso di interrompere le sue attività e di sciogliersi entro il 18 settembre 2026.

6. L’OFAC spiegata in modo semplice

La SDN List è la lista dei soggetti sottoposti a sanzioni. Nel caso di A/I, la sigla SDGT sta per Specially Designated Global Terrorist: si tratta di una definizione sanzionatoria statunitense, distinta dalla categoria della Foreign Terrorist Organization (FTO), ma con conseguenze economiche concrete. Nella scheda OFAC relativa ad A/I compare inoltre l’indicazione Secondary sanctions risk - rischio di sanzioni secondarie.

La forza di questo sistema non deriva soltanto dal fatto che gli Stati Uniti possono bloccare beni nel loro territorio. L’influenza del sistema finanziario, del dollaro e delle aziende statunitensi può produrre effetti indiretti anche all’estero: banche, piattaforme e fornitori possono interrompere i rapporti con il soggetto designato per evitare rischi di compliance. È il fenomeno spesso descritto come de-risking.

7. Perché le sanzioni hanno prodotto effetti fuori dagli USA

La designazione statunitense non equivale automaticamente a una messa al bando di A/I in Italia o nell’Unione Europea. USA, UE e singoli stati dispongono di sistemi giuridici e liste antiterrorismo distinti. L’inserimento nella lista OFAC produce però una forte pressione sugli operatori che hanno rapporti con il soggetto designato.

L’OFAC ha inoltre istituito la General License 36, che autorizza il wind-down (o cessazione graduale) di determinate operazioni in rapporto ad A/I fino al termine ultimo del 25 settembre 2026. Per wind down si intende, in questo contesto, la possibilità di chiudere o portare ordinatamente a termine rapporti e operazioni preesistenti con il soggetto sanzionato entro una finestra temporale stabilita dall’OFAC. Non si tratta quindi di un’autorizzazione a mantenere indefinitamente i rapporti, ma di una data di scadenza. È importante distinguere tra il periodo concesso per il wind down, gli eventuali obblighi giuridici applicabili e le decisioni autonome degli operatori che scelgono di interrompere prima il rapporto.

Sebbene in questo caso l’OFAC abbia stabilito che il periodo di wind-down debba terminare il 25 settembre 2026, Banca Etica - che già con il suo stesso nome dichiara di avere l’etica come sua prima ragion d’essere - ha deciso già all’inizio di settembre di chudere il conto di A/I. La banca ha motivato questa decisione con il timore che le sanzioni secondarie statunitensi danneggiassero tutti i suoi correntisti e i suoi soci, ma nessuna norma dell’ordinamento italiano o europeo impone di congelare fondi sulla base di una designazione dell’OFAC. Per questo, AI ODV ha depositato un ricorso contro Banca Etica.

8. 28 agosto: l’hack di Noblogs

Il 28 agosto qualcuno è riuscito ad avere accesso come utente privilegiato alla piattaforma noblogs.org, sfruttando una vulnerabilità del software che usiamo per fornire la piattaforma. Siamo dovute intervenire per mettere tutto in sicurezza.

Adesso Noblogs è di nuovo su, ma le utenti non possono accedere al loro account o scrivere sul loro blog.

In seguito abbiamo trovato prove di un’esfiltrazione di dati. I responsabili dell’attacco hanno avuto accesso al database delle utenti, contenente gli indirizzi mail e le password (non in chiaro). Dal momento che non conserviamo gli indirizzi IP, chi ha attaccato Noblogs non ha potuto ottenere questi dati.

9. 28 agosto: che cosa è successo al DNS

Quando un utente scrive autistici.org nel browser, il computer deve sapere a quale indirizzo IP collegarsi. Il DNS (Domain Name System) svolge questa funzione: traduce un nome leggibile, come autistici.org, nell’indirizzo numerico del server.

Schema semplificato: utente → DNS → indirizzo IP → server → sito.

Se il DNS smette di restituire la corrispondenza corretta, il server può restare acceso ma il sito diventa irraggiungibile per gli utenti che usano il dominio.

È quindi importante non confondere l’atto di “scollegare o sospendere il dominio” con la decisione di “spegnere il server”. Il primo intervento colpisce un livello diverso dell’infrastruttura di hosting.

10. ICANN, PIR, registrar e server: chi fa cosa

Schema: ICANN → coordina il sistema; PIR → gestisce .org; registrar → amministra la registrazione del dominio; server/hosting → ospita i contenuti. Per questo il PIR non va descritto come il provider che “ospita” il sito di A/I.

11. Il blocco di autistici.org

Rilevazioni tecniche hanno indicato il dominio in stato serverHold, uno stato che normalmente impedisce la normale pubblicazione del dominio nel DNS. Il dato tecnico documenta lo stato del dominio, ma non prova da solo chi abbia deciso l’intervento né per quale motivo.

Il dominio è stato reso non normalmente risolvibile e in seguito è stato confermato che a bloccarlo era stato il Public Interest Registry (PIR). Va notato che il PIR è un’organizzazione no profit creata dall’Internet Society per gestire il dominio .ORG e “servire il pubblico interesse in Rete”.

Solo parecchi giorni dopo, il 6 settembre, Società Internet, la società che rappresenta la Internet Society in Italia, ha deciso di criticare questo intervento con una lettera indirizzata sia al PIR che alla Internet Society. Nella lettera, il presidente di Società Internet Stefano Giordano ha espresso preoccupazione sia per il fatto che un fornitore di servizi possa essere accusato di terrorismo a causa di contenuti pubblicati dai suoi utenti, sia perché “Punto org non è né di proprietà degli Stati Uniti, né un’impresa commerciale, ma piuttosto una risorsa globale sovranazionale cruciale per la libertà d’espressione e d’associazione in Rete”.

12. Perché il DNS è così importante

La vicenda mostra che un’infrastruttura digitale può essere colpita a livelli diversi. Non serve necessariamente sequestrare il server che contiene i dati: si può intervenire sul nome che consente di trovarlo. In questo senso il dominio diventa un punto di controllo.

La domanda centrale diventa quindi: che cosa succede quando un collettivo italiano, i suoi server e le sue utenti sono formalmente fuori dalla giurisdizione statunitense ma utilizzano un dominio .org gestito da un registry statunitense e servizi finanziari o tecnologici collegati al mercato USA?

13. Banca Etica: le sanzioni arrivano anche sul conto italiano

Le conseguenze della designazione statunitense non riguardano soltanto Internet. Secondo quanto riferito da Autistici/Inventati e riportato dalla stampa, Banca Etica ha comunicato al collettivo l’intenzione di chiudere il rapporto bancario in seguito all’inserimento di A/I nella lista OFAC. È un passaggio significativo perché mostra come una decisione presa da un’autorità statunitense possa produrre conseguenze concrete anche nei rapporti finanziari di un’organizzazione italiana.

È però importante non descrivere la vicenda come se il governo americano avesse ordinato direttamente a Banca Etica di chiudere il conto. Il meccanismo è più complesso. L’inserimento nella lista OFAC espone il soggetto sanzionato a una serie di restrizioni e, nel caso di Autistici/Inventati, il provvedimento statunitense segnala anche un rischio di sanzioni secondarie. Per una banca o per un altro intermediario finanziario, questo può tradursi in un problema di compliance: continuare a intrattenere rapporti con il soggetto sanzionato può essere considerato troppo rischioso dal punto di vista legale, finanziario o reputazionale.

Si tratta del cosiddetto de-risking: un intermediario può scegliere di interrompere un rapporto non necessariamente perché una norma italiana gli imponga automaticamente di farlo, ma perché vuole evitare l’esposizione ai rischi derivanti dal sistema sanzionatorio statunitense. In questo senso, una sanzione OFAC può produrre effetti ben oltre la giurisdizione americana senza che sia necessario un ordine diretto rivolto alla singola banca.

Il caso è particolarmente interessante perché riguarda Banca Etica, un istituto che ha fatto della finanza responsabile e dell’attenzione ai diritti umani una parte importante della propria identità e che in passato ha criticato l’impatto extraterritoriale delle sanzioni statunitensi, anche nel caso delle misure adottate contro la relatrice speciale ONU Francesca Albanese. La vicenda A/I mostra quindi una possibile tensione fra due esigenze: da una parte i principi e le posizioni pubbliche della banca, dall’altra gli obblighi, i rischi e le valutazioni di compliance connessi alla gestione di un rapporto con un soggetto inserito nelle liste OFAC.

Anche in questo caso è quindi utile distinguere tra sanzioni imposte dagli Stati Uniti e conseguenze prodotte in Italia. Washington ha sanzionato A/I; la decisione di interrompere il rapporto bancario, se confermata, è invece una decisione dell’intermediario italiano. È proprio questa catena — OFAC → designazione → rischio di compliance → intermediario → possibile chiusura del rapporto — a mostrare in che misura le sanzioni economiche statunitensi possano avere effetti indiretti anche su soggetti che si trovano fuori dagli Stati Uniti.

Il quadro complessivo è quindi quello di una possibile interruzione a cascata di servizi diversi: infrastruttura web, nomi di dominio, posta elettronica e strumenti finanziari. È proprio questa moltiplicazione dei punti di dipendenza che rende la vicenda diversa dal semplice oscuramento di una pagina web.

14. La questione più ampia: quando l’infrastruttura diventa spalleggiamento

Il caso è interessante perché sposta il problema dalla responsabilità di chi compie un’azione alla responsabilità di chi fornisce l’infrastruttura che permette di comunicare, organizzarsi o pubblicare contenuti.

La questione non riguarda solo A/I. Lo stesso principio potrebbe riguardare, in astratto, provider email, cloud e hosting, piattaforme di messaggistica, sistemi di pagamento e registrar. Il punto è stabilire quando la fornitura di un servizio generale diventi, secondo le leggi vigenti, sostegno materiale a un’organizzazione terroristica.

15. Cronologia

26 agosto 2026 — L’OFAC sanziona A/I come SDGT in base all’ordine esecutivo 13224.

26 agosto 2026 — L’OFAC istituisce la General License 36, che autorizza il wind-down di determinate operazioni con A/I entro e non oltre il 25 settembre.

27 agosto 2026 — La stampa italiana ricostruisce la designazione e la risposta del collettivo.

27 agosto 2026 — L’account Paypal di A/I viene sospeso.

28 agosto 2026 - Noblogs.org viene attaccato e il collettivo A/I lo disattiva per metterlo in sicurezza. Adesso è nuovamente online, ma in sola lettura.

28 agosto 2026 — Autistici.org risulta irraggiungibile; A/I riconduce il problema al DNS e indica il Public Interest Registry (PIR) come responsabile di questo intervento. Pochi giorni dopo sarà confermato che il dominio è stato di fatto disabilitato dal PIR.

1 settembre 2026 — Banca Etica sospende l’operatività del conto di A/I in via precauzionale per proteggersi da sanzioni secondarie che potrebbero colpire l’istituto.

6 settembre 2026 — Il collettivo Autistici/Inventati decide di interrompere l’erogazione dei servizi e di sciogliersi per proteggere utenti e comunità dalle manipolazioni e dai rischi legali ed economici che potrebbero derivare da un ordine esecutivo emanato senza alcun rispetto per lo stato di diritto.

8 settembre 2026 — L’associazione AI ODV deposita un ricorso in via d’urgenza contro Banca Etica per ottenere il ripristino immediato dell’operatività del suo conto corrente.

8 settembre 2026 — Tutti i servizi di Autistici/Inventati vengono chiusi.

16. Cosa sappiamo / cosa non sappiamo

Sappiamo: Il 26 agosto A/I è stata inserita nella lista SDN dell’OFAC con qualifica SDGT.

Sappiamo: Washington accusa A/I di fornire infrastruttura e servizi digitali a estremisti violenti e a soggetti terroristici sottoposti a sanzioni.

Sappiamo: A/I respinge le accuse e rivendica il proprio ruolo di infrastruttura per comunicazione, privacy e autodifesa digitale.

Sappiamo: nella scheda OFAC A/I compare anche l’indicazione ‘Secondary sanctions risk’.

Sappiamo: Noblogs.org è stato attaccato e i responsabili hanno avuto accesso a dati che includono i nomi utenti e le password crittate. Non hanno potuto accedere però agli indirizzi IP, che di default non sono registrati sui server di A/I.

Sappiamo: Il 28 agosto il dominio autistici.org ha avuto un problema di risoluzione/accessibilità ed è risultato essere in stato serverHold.

Sappiamo: L’intervento sul dominio autistici.org è stato effettuato dal PIR in base alla qualifica come SDGT.

Sappiamo: Il conto bancario e l’account Paypal di A/I sono stati chiusi.

Sappiamo: Banca Etica non era giuridicamente obbligata dalle sanzioni USA a chiudere il rapporto.

Non ancora accertato: Che PIR abbia agito su un ordine diretto di OFAC.

Non ancora accertato: Che ICANN abbia ordinato o autorizzato la sospensione.

Non ancora accertato: Chi abbia attaccato Noblogs.

Fonti