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Non siamo terroristi. Autistici.org è un'infrastruttura del dissenso

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1. In breve

Il 26 agosto 2026 il Dipartimento del Tesoro statunitense, tramite OFAC - il settore che gestisce e applica sanzioni economiche e finanziarie -, ha sanzionato Autistici/Inventati (A/I), collettivo italiano che dal 2001 fornisce infrastrutture digitali a movimenti e attivisti: email, hosting, mailing list, chat, videoconferenze, streaming e servizi legati alla privacy e all’anonimato. Washington lo ha designato come Specially Designated Global Terrorist (SDGT), sostenendo che abbia fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico a terrorismo e a organizzazioni già sanzionate. A/I respinge le accuse e sostiene che la propria attività consiste nell’offrire strumenti per l’autodifesa digitale e infrastruttura per la libertà di comunicazione.

Il 28 agosto il dominio autistici.org è risultato non normalmente raggiungibile. Il collettivo ha ricondotto il problema al livello DNS e al registry del dominio .org, Public Interest Registry (PIR). Il punto tecnico è importante: non significa necessariamente che il server sia stato spento; un dominio può essere reso irraggiungibile impedendo la normale pubblicazione/risoluzione DNS. Rilevazioni tecniche hanno indicato per il dominio uno stato serverHold (vedi sotto, “10. Il blocco di autistici.org: fatti e attribuzioni”). La causa esatta e la catena formale di decisione devono però essere distinte dalle inferenze del collettivo: non risulta una dichiarazione pubblica di PIR che dica esplicitamente di aver agito su ordine di OFAC.

2. Chi sono Autistici/Inventati

Autistici/Inventati nasce in Italia nel marzo 2001 dall’incontro di persone e collettivi attivi nella tecnologia, nella privacy, nei diritti digitali e nell’attivismo politico. Il collettivo offre infrastrutture gratuite e alternative alle grandi piattaforme commerciali. A/I si presenta come realtà antifascista, antirazzista, antisessista e antimilitarista, contraria al capitalismo e all’autoritarismo, e seleziona i progetti ospitati sulla base della compatibilità con questi principi.

L’infrastruttura è gestita attraverso un’associazione formalmente riconosciuta. Questo significa che A/I non opera come gruppo informale: la sua attività passa attraverso una forma associativa disciplinata dall’ordinamento, con responsabilità giuridiche, rapporti contrattuali e i relativi adempimenti e controlli.

Nel corso degli anni l’infrastruttura dell’associazione è stata oggetto di indagini e di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, fra cui il sequestro, negli anni 2004 e 2005, di server ospitati presso un fornitore commerciale nell’ambito di un’indagine della Procura di Bologna, nonché di successive controversie relative a singoli contenuti o account. Nelle vicende giunte a definizione l’associazione e i suoi responsabili sono stati assolti oppure hanno comunque adempiuto agli obblighi di legge, e in una controversia relativa a un sito satirico il Tribunale di Milano si è pronunciato a tutela della satira. Tali procedimenti si sono svolti attraverso gli ordinari strumenti giudiziari e in nessun caso le autorità italiane hanno qualificato l’associazione come organizzazione terroristica.

3. Che cosa hanno deciso gli Stati Uniti

Il 26 agosto OFAC ha inserito Autistici/Inventati nella Specially Designated Nationals and Blocked Persons List con la qualifica SDGT. La base giuridica è l’Executive Order 13224, emanato nel 2001 e successivamente modificato, che consente di colpire anche chi, secondo l’amministrazione USA, fornisce supporto materiale, finanziario o tecnologico ad attività terroristiche.

La qualifica SDGT non va confusa con la categoria Foreign Terrorist Organization (FTO). È soprattutto una designazione sanzionatoria: beni e interessi patrimoniali soggetti alla giurisdizione USA vengono bloccati e alle persone con cittadinanza statunitense è generalmente vietato compiere transazioni con il soggetto designato, salvo autorizzazioni OFAC.

4. Di che cosa Washington accusa A/I

Secondo il Tesoro USA, A/I fornisce architettura digitale, strumenti e servizi a “cellule Antifa violente” e ad altri estremisti di sinistra. Il comunicato cita hosting, email cifrate, chat e videoconferenze, streaming e l’architettura associata a Noblogs. Washington sostiene inoltre che l’infrastruttura sarebbe stata resa disponibile a organizzazioni già sanzionate, citando espressamente il PKK.

La logica dell’accusa non è quindi semplicemente “A/I ha compiuto un attentato”. Il punto è il cosiddetto material support: secondo Washington, l’infrastruttura tecnologica costituisce un mezzo di sostegno a soggetti o attività qualificati come terroristici.

Il punto controverso è quindi meno banale di quanto suggerisca la formula “ha compiuto atti terroristici”: l’accusa riguarda il ruolo dell’infrastruttura e dei servizi forniti agli utenti. In quest’ottica, la questione diventa a che punto la fornitura di servizi tecnologici — email, hosting, chat, streaming o altri strumenti di comunicazione — possa essere considerata supporto materiale a un soggetto qualificato come terroristico.

OFAC sostiene inoltre che le sanzioni non colpiscano la mera espressione politica protetta, ma il sostegno a condotte che rientrano nella definizione di terrorismo dell’Executive Order 13224.

5. La risposta del collettivo

A/I respinge integralmente la qualificazione statunitense. Il collettivo si descrive come composto da persone volontarie e attiviste digitali e rivendica la fornitura di strumenti di autodifesa digitale per attivist*, persone singole, gruppi e associazioni.

6. OFAC spiegata in modo semplice

La SDN List è la lista dei soggetti designati. Nel caso A/I la sigla SDGT indica Specially Designated Global Terrorist: si tratta di una designazione sanzionatoria statunitense, distinta dalla categoria Foreign Terrorist Organization (FTO), ma con conseguenze economiche concrete. Nella scheda OFAC relativa ad A/I compare inoltre l’indicazione “Secondary sanctions risk”.

La forza di questo sistema non deriva soltanto dal fatto che gli Stati Uniti possano bloccare beni negli USA. Il peso del sistema finanziario, del dollaro e delle imprese statunitensi può produrre effetti indiretti anche all’estero: banche, piattaforme e fornitori possono interrompere rapporti per evitare rischi di compliance. È il fenomeno spesso descritto come de-risking.

7. Perché la sanzione può avere effetti fuori dagli USA

La designazione statunitense non equivale automaticamente a una messa al bando di A/I in Italia o nell’Unione Europea. USA, UE e singoli stati dispongono di sistemi giuridici e liste antiterrorismo distinti. L’inserimento nella lista OFAC produce però una forte pressione sugli operatori che hanno rapporti con il soggetto designato.

OFAC ha inoltre emesso la General License 36, che autorizza il wind down di determinate operazioni coinvolgenti A/I fino al 25 settembre 2026. Per wind down si intende, in questo contesto, la possibilità di chiudere o portare ordinatamente a termine rapporti e operazioni preesistenti con il soggetto sanzionato entro una finestra temporale stabilita da OFAC. Non è quindi un’autorizzazione a mantenere indefinitamente i rapporti, ma una finestra di uscita. È importante distinguere tra il periodo concesso per il wind down, gli eventuali obblighi giuridici applicabili e le decisioni autonome degli operatori che scelgono di interrompere prima il rapporto.

8. Il 28 agosto: che cosa è successo al DNS

Quando un utente scrive autistici.org nel browser, il computer deve sapere a quale indirizzo IP collegarsi. Il DNS (Domain Name System) svolge questa funzione: traduce un nome leggibile, come autistici.org, nell’indirizzo numerico del server.

Schema semplificato: utente → DNS → indirizzo IP → server → sito.

Se il DNS smette di restituire la corrispondenza corretta, il server può restare acceso ma il sito diventa irraggiungibile per gli utenti che usano il dominio.

È quindi importante non confondere “spegnere il server” con “disconnettere o sospendere il dominio”. Il secondo intervento colpisce un livello diverso dell’infrastruttura di hosting.

9. ICANN, PIR, registrar e server: chi fa cosa

Schema: ICANN → coordina il sistema; PIR → gestisce .org; registrar → amministra la registrazione del dominio; server/hosting → ospita i contenuti. Per questo PIR non va descritto come il provider che “ospita” il sito di A/I.

10. Il blocco di autistici.org: fatti e attribuzioni

Rilevazioni tecniche hanno indicato il dominio in stato serverHold, uno stato che normalmente impedisce la normale pubblicazione del dominio nel DNS. Il dato tecnico documenta lo stato del dominio, ma non prova da solo chi abbia deciso l’intervento né per quale motivo.

Il dominio è stato reso non normalmente risolvibile e A/I ritiene che l’intervento si possa attribuire a PIR. Non risulta, al momento, una dichiarazione pubblica di PIR che spieghi specificamente il caso o confermi che l’intervento sia stato effettuato su ordine diretto di OFAC.

11. Perché il DNS è il punto narrativamente più importante

La vicenda mostra che un’infrastruttura digitale può essere colpita a livelli diversi. Non serve necessariamente sequestrare il server che contiene i dati: si può intervenire sul nome che consente di trovarlo. In questo senso il dominio diventa un punto di controllo.

La domanda centrale diventa quindi: che cosa succede quando un collettivo italiano, i suoi server e le sue utenti sono formalmente fuori dalla giurisdizione statunitense ma utilizzano un dominio .org gestito da un registry statunitense e servizi finanziari o tecnologici collegati al mercato USA?

12. Banca Etica: la sanzione arriva anche sul conto italiano

Le conseguenze della designazione americana non riguardano soltanto Internet. Secondo quanto riferito da Autistici/Inventati e riportato dalla stampa, Banca Etica avrebbe comunicato al collettivo l’intenzione di chiudere il rapporto bancario in seguito all’inserimento di A/I nella lista OFAC. È un passaggio significativo perché mostra come una decisione presa da un’autorità statunitense possa produrre conseguenze concrete anche nei rapporti finanziari di un’organizzazione italiana.

È importante, tuttavia, non descrivere la vicenda come se il governo americano avesse ordinato direttamente a Banca Etica di chiudere il conto. Il meccanismo è più complesso. L’inserimento nella lista OFAC espone il soggetto sanzionato a un insieme di restrizioni e, nel caso di Autistici/Inventati, il provvedimento statunitense segnala anche un rischio di sanzioni secondarie. Per una banca o per un altro intermediario finanziario questo può tradursi in un problema di compliance: continuare a intrattenere rapporti con il soggetto sanzionato può essere considerato troppo rischioso dal punto di vista legale, finanziario o reputazionale.

Si tratta del cosiddetto de-risking: un intermediario può scegliere di interrompere un rapporto non necessariamente perché una norma italiana gli imponga automaticamente di farlo, ma perché vuole evitare l’esposizione ai rischi derivanti dal sistema sanzionatorio statunitense. In questo senso, una sanzione OFAC può produrre effetti ben oltre la giurisdizione americana senza che sia necessario un ordine diretto rivolto alla singola banca.

Il caso è particolarmente interessante perché riguarda Banca Etica, un istituto che ha fatto della finanza responsabile e dell’attenzione ai diritti umani una parte importante della propria identità e che in passato ha criticato l’impatto extraterritoriale delle sanzioni statunitensi, anche nel caso delle misure adottate contro la relatrice speciale ONU Francesca Albanese. La vicenda A/I mostra quindi una possibile tensione fra due esigenze: da una parte i principi e le posizioni pubbliche della banca, dall’altra gli obblighi, i rischi e le valutazioni di compliance connessi alla gestione di un rapporto con un soggetto inserito nelle liste OFAC.

Anche in questo caso è quindi utile distinguere tra sanzione americana e conseguenza italiana. Washington ha designato A/I; la decisione di interrompere il rapporto bancario, se confermata, è invece una decisione dell’intermediario italiano. È proprio questa catena — OFAC → designazione → rischio di compliance → intermediario → possibile chiusura del rapporto — a mostrare quanto le sanzioni finanziarie statunitensi possano avere effetti indiretti anche su soggetti che si trovano fuori dagli Stati Uniti.

Il quadro complessivo è quindi quello di una possibile interruzione a cascata di servizi diversi: infrastruttura web, nomi di dominio e strumenti finanziari. È proprio questa moltiplicazione dei punti di dipendenza che rende la vicenda diversa dal semplice oscuramento di una pagina web.

13. La questione più ampia: quando l’infrastruttura diventa supporto

Il caso è interessante perché sposta il problema dalla responsabilità di chi compie un’azione alla responsabilità di chi fornisce l’infrastruttura che permette di comunicare, organizzarsi o pubblicare contenuti.

La domanda non riguarda solo A/I. Lo stesso principio potrebbe riguardare, in astratto, provider email, cloud, hosting, piattaforme di messaggistica, sistemi di pagamento o registrar. Il punto controverso è stabilire quando la fornitura di un servizio generale diventi, secondo la legge applicabile, material support a un’organizzazione terroristica.

14. Timeline

26 agosto 2026 — OFAC sanziona A/I come SDGT nell’ambito dell’Executive Order 13224.

26 agosto 2026 — OFAC emette la General License 36, che autorizza il wind down di determinate operazioni con A/I fino al 25 settembre.

27 agosto 2026 — La stampa italiana ricostruisce la designazione e la risposta del collettivo.

28 agosto 2026 — Autistici.org risulta irraggiungibile; A/I riconduce il problema al DNS e indica PIR come punto di intervento.

28 agosto 2026 — Il manifesto pubblica interviste e analisi sulla dimensione politica e tecnologica della vicenda.

15. Cosa sappiamo / cosa non sappiamo

Sappiamo: A/I è stato inserito nella lista OFAC SDN con qualifica SDGT il 26 agosto.

Sappiamo: Washington accusa A/I di fornire infrastruttura e servizi digitali a estremisti violenti e a soggetti terroristici sanzionati.

Sappiamo: A/I respinge le accuse e rivendica il proprio ruolo di infrastruttura per comunicazione, privacy e autodifesa digitale.

Sappiamo: Il 28 agosto autistici.org ha avuto un problema di risoluzione/accessibilità e il dominio è stato rilevato in stato serverHold.

Ricostruzione: A/I attribuisce l’intervento al registry .org, PIR.

Non ancora accertato: Che PIR abbia agito su un ordine diretto di OFAC.

Non ancora accertato: Che ICANN abbia ordinato o autorizzato la sospensione.

Non ancora accertato: La precisa catena decisionale che collega la designazione OFAC al blocco del dominio.

Non ancora accertato: che la chiusura del rapporto bancario sia stata ordinata direttamente dagli Stati Uniti.

Non ancora accertato: che Banca Etica sia giuridicamente obbligata dalle sanzioni USA a chiudere il rapporto.

Sappiamo: nella scheda OFAC A/I compare anche l’indicazione ‘Secondary sanctions risk’.

16. Fonti di partenza e fonti primarie